Sarete tracciati dallo Stato come mai prima d’ora

LA VERA FUNZIONE DI CASHBACK 

FONTE 

 L’ingiustizia è sempre più palese, sempre più inaccettabile. Penso a questo Natale che sarà funestato e alle minacce che vengono diffuse. Ultima delle quali, la minaccia relativa al fatto che se si dovesse riempire l’autocertificazione con contenuti falsi, ha precisato il Governo. si rischierebbero fino a 6 anni di carcere. Fino a 6 anni di carcere per un Natale in famiglia.Ma l’ultima delle prese in giro riguarda la vicenda ridicola del cosiddetto cashback, fin dal nome. Ebbene il cashback Ã¨ una misura con cui il Governo utilizza i soldi delle tasse degli italiani per combattere il denaro contante. E quindi si dice l’evasione fiscale.

Il cashback è a tutti gli effetti una presa in giro. Conte nella sua televendita del Dpcm lo ha presentato come l’ottava meraviglia del mondo. Intanto per chi deciderà di scaricare l’app del cashback vi sarà un tracciamento costante. Sarete tracciati come mai prima, vi lascerete comprare come stolti dal potere.

E magari un domani, chissà, vi proporranno cashback e Immuni insieme. E voi da bravi schiavi ideali accetterete in silenzio e magari anche baldanzosi di essere tracciati. Oggi molta parte degli italiani accetta la schiavitù.


FONTE TE F

Un articolo da leggere 
Alle tre e un quarto di questa notte è finito il mio calvario con la app Io, iniziato il 7 dicembre, per entrare tra i beneficiari del cashback. Quando succede che riesci ad inserire i dati della tua carta di credito, dopo aver già consegnato allo Stato l’iban del conto, ti prende anche un po’ di straniamento. Ma non potevo dormire? In fondo, ma molto in fondo, ti chiedi perché lo hai fatto. Se va bene dal tracciamento di tutto quel che ho a febbraio si potranno ricavare 150 euro, non proprio una botta di vita.

La risposta (non a me) ce la dovrebbero dare Conte e a seguire altri politici più riflessivi oltre a sociologi, psicologici, massmediologi. Sarà che ci piacciono le lotterie, sarà che ormai, complice la pandemia, stiamo sempre online, ci organizziamo la vita, ordiniamo la spesa, ascoltiamo ricette di cucina, cerchiamo risposte mediche, leggiamo sul web, tanto non possiamo muoverci. Sarà, forse, anche, che stiamo male e che 150 euro ci servono. Diciamo che è così, perché le tasche degli italiani sono vuote. E allora perché, per una delle poche possibilità tra l’altro di erodere un po’ di evasione fiscale costringendo gli aderenti a fare dei pagamenti tutti tracciabili, l’amministrazione dello Stato si è fatta trovare, ancora una volta, impreparata, assurdamente inadeguata?

Un altro buco nell’acqua nella narrazione di chi sperava che la pandemia potesse cambiare in meglio un po’ tutto. L’antipasto del clic day Inps (un fallimento) non è servito. C’erano anche altre piattaforme, ma restiamo a quella principale, Io, lo Stato. Da cui non abbiamo avuto nessuna sorpresa, purtroppo. Ore e ore con il telefono in mano a ripetere la procedura e a leggere il messaggio riprova, errore temporaneo. Avremmo potuto occupare meglio il tempo e la tentazione di dire, se li tenessero sti soldi (che poi sempre soldi nostri, sono), in fondo, c’è stata di continuo. Ma fuori pioveva e dunque, poi, tra un libro e una chiacchierata perché non continuare a provarci. Invano, con orari critici tra le 13 e le 16, meno critici, ma ugualmente inutili tra le 16 e le 18, criticissimi per tutta la fascia serale fino alle 24. Poi non so, se non il soprassalto della notte fondissima con un sonno che non è stato mai profondo per l’avvilimento digitale diurno.

Infine, con un solo giro di clessidra, faccio centro. Ma il meccanismo digital-burocratico non si metterà in moto prima di 24ore. Perché, se la verifica su carta e conto è stata fatta subito? Quindi oggi non dovrei spendere o dovrei posticipare qualsiasi pagamento dopo aver posticipato l’ingresso in cashback non per mia colpa, con palazzo Chigi a dirci alle sette di sera ieri, problemi risolti, “in due-tre click” le carte sono caricate, “da domani basterà un click”. Sì, sì, un click, come no...

La scadenza dei dieci pagamenti su cui calcolare il 10% che lo Stato dovrà elargire, prevista per il 31 dicembre, dovrebbe essere spostata al 6 gennaio, la Befana, perché siamo in diversi milioni ad aver sprecato invano tempo nel giorno di festa e altri stanno tentando anche ora, con gli stessi problemi di ieri. Senza che nessuno si sia pubblicamente scusato per tutto questo.



Ah tra l'altro... 👉 Arcuri&Co ci ricascano: un'altra app

Si studia uno strumento per tracciare la profilassi. Ancora un flop?

Al governo Conte non sono bastati due fallimenti «digitali». Ora punta al terzo flop con una app che dovrebbe tracciare la vaccinazione della popolazione italiana contro il coronavirus.

Il Piano Nazionale per la profilassi infatti ipotizza anche una nuova app, al momento ancora allo studio, che segua tutto il percorso di ogni singola dose di vaccino. Dal momento in cui viene depositata nei diversi centri di somministrazione, passo dopo passo, per tutte le tappe successive. L'inoculazione nel paziente e poi via via anche il monitoraggio degli eventuali effetti collaterali, lo stato di salute e soprattutto l'aspetto più importante, ovvero quello dell'immunizzazione.

La app è allo studio nella struttura che fa capo al commissario straordinario per l'emergenza Covid, Domenico Arcuri, insieme con i ministeri competenti, a cominciare da quello della Salute ma anche con le Regioni. Con la app sarebbe possibile prenotare la vaccinazione, ricevere l'avviso rispetto alla data del richiamo ma anche segnalare le proprie condizioni dopo la somministrazione: se si presentano reazioni come febbre o dolori.

L'obiettivo creare una rete, una sorta di archivio permanente con tutta la mole dei dati rispetto alla vaccinazione di massa della popolazione. Il progetto di farmacovigilanza potrebbe essere condiviso a livello europeo.Però dovrebbe funzionare e le premesse non sembrano promettenti viste le esperienze passate. A cominciare dal flop dell' app Immuni: in sostanza non ha funzionato il meccanismo di tracciamento dei contatti ossia lo scopo per il quale era stata studiata. Troppo spesso il sistema sanitario non è stato in grado di caricare i dati degli utenti positivi. Il governo poi non è stato in grado di preparare i cittadini ad accettare questo strumento con il risultato che la app è stata scaricata da un numero assolutamente insufficiente di persone e di fatto quindi non serve.

É fresca di fallimento anche l'operazione Cashback. Migliaia di utenti non sono riusciti a caricare i dati richiesti per i sistemi di pagamento sull'app IO. Per molti un fallimento annunciato dopo il caso dell'Inps o del bonus mobilità.

«Ma quale app per i vaccini anti Covid. Il governo la smetta con tutti questi maldestri esperimenti. La app Immuni è stata un fallimento, quella lanciata ieri sul cashback peggio ancora e stiamo nuovamente qui a parlare di app dopo questi fallimenti? Poi questo vaccino dovrà andare prioritariamente agli anziani che non utilizzano le app, qualcuno ci ha pensato? E poi chi la dovrebbe gestire la app? Il solito Arcuri? Siamo seri per favore» è la sonora bocciatura del senatore della Lega, Roberto Calderoli. Critico anche il governatore della Liguria, Giovanni Toti: «A Palazzo Chigi si studia una app per il vaccino dopo Immuni: aiuto!» scrive su Facebook Toti.

🔴Ormai viviamo in funzione di App.
Di apparenza e di ulteriori App. per apparire... Siamo patetici 🔴

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