Diceva Nietzsche che compito precipuo del filosofo è sempre essere la coscienza critica della propria epoca, o, se si preferisce, il luogo in cui i grumi di problemi, di contraddizioni e di storture del proprio tempo pervengono ad autoconsapevolezza. Ebbene, se questo è il compito della filosofia, almeno secondo Nietzsche, dobbiamo più che mai far riferimento a una filosofia che sappia problematizzare il proprio tempo, spazzolando contropelo il presente per adombrarne le molteplici contraddizioni. Ecco allora che se volessimo fare nostra la lezione di Nietzsche, potremmo provare anzitutto a dare conoscenza di un problema che mi sembra della massima importanza e di cui, peraltro, in questi giorni si comincia, sia pure timidamente, a discutere. Per un verso, nonostante gli ormai molteplici casi avversi, per usare un eufemismo, i padroni del discorso, i monopolisti della parola, gli anestesisti del consenso, seguitano indefessamente a ripetere in maniera pappagallesca che i vaccini ...
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