Fronte del Dissenso

 Dopo l’assemblea tenutasi sabato 24 aprile a Roma, le centinaia di associazioni, comitati, movimenti, collettivi che in questi mesi hanno organizzato manifestazioni in tutta Italia, hanno dato ufficialmente vita nella serata di lunedì 10 maggio al “Fronte del Dissenso”, un coordinamento nato per unire e incanalare le energie verso un percorso condiviso di liberazione. Un’ impresa per nulla facile, anche se l’unione viene invocata da più parti ma c’è bisogno di costruire un comune denominatore per tenere salde le varie anime e le varie sensibilità del Fronte.

Le buone intenzioni ci sono, tuttavia manca un linguaggio, un’idea guida, un pensiero che unisca le persone a livello intimo e profondo. Urge trovare un motivo serio, un ideale attorno al quale radunarci per incidere nuovamente nella storia. Per unirci serve trovare una buona colla per ricostruire l’estrema frammentazione creatasi dopo 40 anni di neoliberismo che ci ha sbiciolati tutti nel nostro io egocentrato. Il collante è una parola, un nuovo linguaggio perché il linguaggio è procreatore della nuova realtà. Per questo occorrono chiavi di lettura diverse, perché le chiavi della scienza, della medicina e dell’epidemiologia, dell’immunologia non colgono la complessità del presente. Servono chiavi di lettura storiche, sociali, politiche e culturali poiché ci accingiamo a contestare un intero sistema arrivato ormai alla frutta, e non (solo) le conseguenze dell’epidemia.

Per innalzare il livello della rivendicazione bisogna ricontestualizzare le parole come disaccordo, protesta, contestazione, defezione, insubordinazione, ammutinamento, rivolta, insurrezione, ribellione, sollevazione, rivoluzione. Solo dando una nuova forma a questo linguaggio, le manifestazioni diventeranno un atto politico forte, radicale, allegro, pacifico e non violento, altrimenti ha ragione chi sostiene che le manifestazioni, così come sono condotte oggi, servono a nulla.

Il primo appuntamento per passare al capitolo successivo di questo libro di storia contemporanea che stiamo scrivendo insieme è a Roma dal 18 maggio in poi a Montecitorio. Fate il massimo per convergere nella capitale, nella settimana in cui il DL sarà discusso e convertito in legge.

Ma attenzione, non è una tragedia se l’obbligo verrà convertito in legge. Anzi, dopo questa ennesima violenza perpetrata ai danni del popolo italiano, il nostro anelito di liberazione sarà ancora più forte e servirà per combattere decisi il protrarsi di questa dittatura.

Restate sintonizzati: è solo l’inizio di una primavera e di un’estate rovente.

frontedeldissenso@gmail.com per salire a bordo della divertente giostra della rivoluzione contemporanea!



Di Raffaele Varvara, ComeDonChisciotte.org


Cos'è FRONTE DEL DISSENSO


“Oltre cento tra associazioni civiche, mediche, di avvocati, comitati territoriali e movimenti politici, dichiarano solennemente di unirsi al fine di coordinare la loro azione a livello locale e nazionale.
Sappiamo di essere diversi, di possedere differenti identità. Il momento drammatico che vive il nostro Paese ci spinge alla cooperazione e all’unità, affinché si possa, tutti insieme, liberarci dallo Stato d’emergenza e da un regime che si va trasformando in una vera e propria dittatura.
Molto è ciò che ci unisce. L’amore per la Patria, la fedeltà alla Costituzione del 1948, la difesa della sovranità nazionale e popolare, l’idea della democrazia reale basata sulla consapevole e attiva partecipazione dei cittadini alla vita politica, i valori della giustizia
sociale, della fratellanza tra i popoli e della solidarietà reciproca. Ci unisce il principio che il popolo ha il diritto-dovere di rovesciare il governo quando questo diventa tirannia.
Con l’arrivo del nuovo governo la situazione è peggiorata, sia dal punto di vista sociale ed economico che dal punto di vista dei diritti civili. Con la leggenda della “distruzione creativa” centinaia di migliaia di piccole e medie aziende falliranno, moltissimi perderanno il lavoro. Il Mezzogiorno e intere zone del Paese saranno condannate ad un inesorabile declino. In nome
dell’Unione europea il governo (vedi le condizioni capestro degli “aiuti” di Bruxelles) cederà gli ultimi brandelli di sovranità lasciando che l’Italia diventi preda delle multinazionali e della finanza predatoria.
Fondamentali diritti sociali, democratici e umani continuano ad essere calpestati ogni giorno: ci viene infatti impedito di lavorare, di circolare, di manifestare liberamente, di socializzare, di scegliere come vogliamo curarci. Il governo non solo riconferma la violazione dell’habeas corpus imponendo l’obbligo vaccinale (compresi i bambini). Sempre ubbidendo all’Unione europea sta cercando di istituire un regime di apartheid che prevede, per chi rifiuti legittimamente di vaccinarsi, la privazione di essenziali diritti civili e umani. In queste condizioni non resistere, equivale a diventare collusi con gli abusivi che ci governano. Chi ci
comanda teme la crescita dell’opposizione popolare e per questo ci vuole divisi. Contro chi sta in alto dobbiamo quindi unire tutti coloro che stanno in basso.
Ci diamo come compiti immediati lo stop all’obbligo vaccinale per il personale sanitario e la cancellazione della legge che anticipa il “passaporto vaccinale”.
Sosteniamo quindi tutte le multiformi mobilitazioni in corso e quelle che verranno attuate nelle prossime settimane portando i nostri contenuti:


1) La fine immediata dello stato d’emergenza ripristinando lo stato di diritto le libertà e i diritti costituzionali a cominciare dal lavoro;

2) L’adozione delle esistenti cure contro il Corona Virus attraverso le reti di
assistenza domiciliare;

3) No all’obbligo vaccinale, libertà di scelta terapeutica, a fianco dei medici che tengono fede al giuramento di Ippocrate;

4) Il rifiuto del passaporto sanitario, che priverebbe tanti cittadini di fondamentali diritti di libertà;

5) La riapertura immediata delle scuole e di tutte le attività imprenditoriali, lavorative e commerciali e di tutti i luoghi della cultura e dello sport;

6) Indennizzi adeguati alle categorie, ai lavoratori, alle Partite Iva, falcidiati dai lockdown;

7) Moratoria sul 5G contro il capitalismo della tecnosorveglianza;

8) La difesa della libera informazione contro le censure.

Non ci fermeremo qui. Il nostro è un impegno che va oltre questa stagione. Con i metodi di una disobbedienza civile ben organizzata ci batteremo affinché sia posto fine allo Stato d’emergenza e cacciati gli abusivi al potere.
La nostra lotta si concluderà solo quando avremo ottenuto la definitiva liberazione nazionale e torneremo ad essere donne e uomini liberi.
Chiunque condivide le nostre idee è benvenuto nella nostra solidale comunità.”

 


Per adesioni e contatti:

frontedeldissenso@gmail.com

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