Come Big Pharma ha pervertito la sanità

 Ippocrate, spesso descritto come il padre della medicina moderna, una volta disse:

La più grande medicina di tutte è insegnare alla gente come non averne bisogno“.

È una teoria da lungo tempo relegata nei libri di storia.

L’ordine del giorno oggi arriva con una prescrizione.

Soluzioni terapeutiche con migliaia di anni di comprovati successi, nella narrativa mainstream oggi sono considerate solo come trattamenti alternativi.

Principi igienico-sanitari basilari quali acqua pulita e incontaminata, cibi ricchi di sostanze nutritive, esercizio fisico e gestione dello stress passano in secondo piano sotto il bombardamento di campagne televisive, giornalistiche e dei social media che suggeriscono che la salute arriva in una siringa.

La stupefacente capacità del nostro sistema immunitario innato e dei nostri complessi e unici corpi umani di guarire, adattarsi e superare [la malattia], secondo i sedicenti consulenti “scientifici” e i professionisti medici – quelli che da tempo hanno venduto le loro anime a quel paradigma onnipotente conosciuto da molti come “Big Pharma” – è semplicemente un’opera di fantasia”.

Gli antichi Egizi, Sumeri, Indiani, Cinesi, Arabi e Greci erano tutti noti per utilizzare il potere curativo delle piante.

I sistemi di medicina naturale risalgono a molto più lontano di quanto si possa trovare una traccia scritta. Nella grotta irachena Shanidar IV, sito di sepoltura risalente ai Neanderthal di 60.000 anni fa, sono stati scoperti pollini, fiori e piante note per le loro proprietà medicinali. 1

Il più antico scritto erboristico, ‘Pen Ts’ao’ di Shen Nung, che risale a circa il 2800 a.C., già contiene i dettagli di 366 piante e dei loro effetti medicinali.

Il Papiro Ebers 2, che possiamo datare intorno al 1550 a.C. circa (anche se un passaggio che fa riferimento al faraone della prima Dinastia Den un periodo più vicino al 3000 a.C., ci suggerisce che il testo potrebbe essere stato copiato da una fonte molto più antica), contiene informazioni su oltre 700 rimedi naturali per trattare disturbi di ogni tipo. L’uso della corteccia di salice era raccomandato per alleviare il dolore. La corteccia di salice è naturalmente la fonte dell’acido acetilsalicilico, cioè della ben nota aspirina.

Un antico testo indiano, il Rig Veda, menziona più di 1.000 erbe medicinali e il Charaka Samhita è un’opera significativa di notevole antichità che esplora il sistema ayurvedico della medicina. Si dice che l’Ayurveda sia stato tramandato da Dio ed è praticato ancora oggi in India ed in tutto il mondo. La curcuma, una radice efficace e potente che possiede proprietà anti-infiammatorie e anti-cancro sorprendenti, era solo uno dei molti rimedi naturali descritti negli antichi testi vedici che possiedono proprietà medicinali, riconosciute oggi dalla scienza.

Nel 400 a.C. assistiamo all’introduzione dell’erboristeria illustrata. Ippocrate rese la ricerca della salute e la comprensione della medicina accessibile all’uomo comune, sottolineando anche l’importanza dell’esercizio fisico e dello stile di vita e spiegando come il cibo fosse la [prima] nostra medicina. Anche l’Ayurveda incorpora questa comprensione per aiutare la guarigione, abbracciando la ricchezza di piante e radici medicinali messe a nostra disposizione dalla natura.

Paracelso fu un medico e alchimista svizzero-tedesco. Nato nel 1493, sperimentò l’estrazione dei principi attivi dai rimedi naturali per migliorarli per gli scopi richiesti e, avendo osservato che la reazione dei pazienti era molto più evidente che in precedenza, fu portato a ritenere che anche l’efficacia del rimedio sarebbe stata maggiore. In effetti, il trattamento con le erbe “intere” era più lento nel fornire risultati. Oggi molti erboristi e praticanti naturali capiscono che l’azione combinata dei principi costituenti che lavorano in sinergia ha benefici che si estendono oltre il sollievo immediato di una condizione.

Avanti veloce fino all’Inghilterra dell’anno 1518 e al Royal College of Physicians, che si impegna a migliorare il livello della medicina e disciplinare l’educazione dei praticanti ed ottiene dal re una grande autonomia. Atti del Parlamento cominciano a intervenire nell’arena della medicina, approvando leggi per riconoscere lo status di medici e chirurghi agli speziali ed assimilati.

Successivamente il Royal College lancerà una campagna di persecuzione contro i terapeuti amatoriali che godevano del favore e della fiducia della maggioranza del pubblico. Gli erboristi dovettero affrontare la discriminazione e persino la persecuzione. Questo non era però supportato dal grande pubblico o dalle persone delle classi alte della società, che fecero approvare una legge che proteggeva quelli che Dio aveva dotato della conoscenza della natura, del tipo e del funzionamento di determinate erbe, radici e acque e di come usarle e somministrarle. Durante il regno del re Enrico VIII l’erboristeria fu protetta dalla legge e resa accessibile ai poveri in Inghilterra con la famosa “Carta del re Enrico VIII”. 3

Nato nel 1616, Nicolas Culpepper studiò a Cambridge e, nonostante la carriera medica fosse una prospettiva molto più lucrativa, scelse di fare l’apprendistato presso uno speziale. Si oppose alle nuove prescrizioni complesse ed alla professione medica, sostenendo che l’unica cosa di cui i medici del tempo erano capaci era “alleggerire” i pazienti del loro denaro. Autore del più famoso “erbario” di tutti i tempi, The English Physician, per tutta la sua vita continuò a trattare i pazienti con rimedi erboristici semplici e a basso costo.

Tuttavia, mentre l’establishment medico cresceva in potere e influenza, i farmaci a base di minerali, venduti al banco, divennero la moda. La gente più povera e di campagna continuava a raccogliere erbe e piante e preparare i propri rimedi erboristici e i sostenitori dei rimedi erboristici continuarono a pubblicare libri e a parlare dei molti pericoli dei trattamenti farmacologici. Il calomelano o cloruro di mercurio era uno dei trattamenti preferiti dai praticanti ortodossi dell’epoca e veniva prescritto per curare tutto, dalla dentizione alle malattie veneree.

I primi programmi di vaccinazione, occasionalmente imposti dal governo e osteggiati dal pubblico, furono citati come la causa di un aumento delle malattie epidemiche e della cattiva salute generale. 4

Durante una conferenza alla società medica di Montreal nel 1872 il Dr. J. Emery Coderre, professore di Materie Mediche, all’Università di Montreal, in Canada, dichiarò:

La vaccinazione ha fatto vittime tra di noi; alcuni hanno contratto il vaiolo in conseguenza dell’inoculazione del vaccino; altri sono stati attaccati da ulcere cancrenose, piaghe sifilitiche e altro ancora derivante dall’introduzione di questo virus nell’organismo“.

Mentre i primi colonizzatori del nuovo mondo avevano inizialmente ritenuto che i metodi di guarigione ‘primitivi’ dei nativi avrebbero avuto poco da offrire loro, alla fine svilupparono metodi di guarigione a base di erbe e piante. I medici ortodossi fecero tutto il possibile per impedire ai terapeuti di stabilirsi. Erano veloci a minacciare azioni legali, ma i loro sforzi per ostacolare i sistemi di guarigione più naturali ed olistici fallirono. L’interesse per i rimedi vegetali stava crescendo. Le capanne sudatorie dei nativi divennero popolari tra i coloni, che erano esasperati dagli effetti collaterali e dalla cattiva salute sofferta da coloro che erano trattati da medici con formazione accademica. Il salasso era il loro trattamento preferito; mercurio e antimonio erano prescritti in grandi dosi. Molti morivano per questi trattamenti o sopravvivevano con grandi sofferenze. In confronto i nativi americani erano sani e forti e questo non passò inosservato. Fu intorno a questo periodo che Samuel Thomson sviluppò un sistema che utilizzava erbe, emetici e purghe che fu brevettato e dato in concessione. 5 Il sistema Thomsoniano fu accolto con entusiasmo e persino alcuni medici ortodossi cominciarono a convertirsi, mentre nelle scuole di medicina veniva introdotta la medicina botanica.

Attorno alla metà del 19° secolo, praticanti britannici come Albert Coffin esportarono queste conoscenze in Francia e in Inghilterra, definendo pratiche che combinavano la conoscenza dei sistemi di guarigione dei nativi americani con quella degli europei.

La corteccia di chinchona, da cui si ricava il principio attivo del chinino, usata dai nativi americani fu poi importata in Europa dai preti gesuiti per combattere con grande successo la malaria. Il trattamento fu largamente rifiutato dai medici europei ortodossi dell’epoca che non potevano monopolizzarne il commercio per un vantaggio finanziario. Il principio attivo della chinchona era stato isolato e trasformato in un farmaco chimico in Cina nel 1820. 6

Durante le epidemie di colera della metà del diciannovesimo secolo i rimedi omeopatici ottennero risultati di gran lunga superiori nel trattamento della malattia rispetto alle loro controparti ortodosse. 7

L’omeopatia è un sistema di medicina concepito da Samuel Hahnemann (1755-1843). Mentre cercava di trovare una cura per le malattie che non coinvolgesse ingredienti tossici come quelli usati dai medici accademici dell’epoca, Hahnemann si imbarcò in un famoso esperimento che coinvolgeva l’uso di Cinchona Officinalis, la corteccia di Chinchona. La Chinchona di cui sopra contiene chinino, usato per il trattamento della malaria. Dopo aver fatto bollire quattro dracme (unità di misura farmaceutica equivalente a 3,89 grammi, n.d.t.) della sostanza e averla bevuta per diversi giorni, scoprì che cominciava a soffrire dei terribili sintomi della malaria, dolori articolari, sudorazione e febbre alta; dopo aver interrotto l’uso del tonico scoprì che anche i sintomi cessarono. Hahnemann credeva che “il simile cura il simile” (similia com similibus curantur) e quindi che le sostanze naturali che possono causare sintomi in una persona sana possono essere usate per trattare quegli stessi sintomi in una persona malata. Hahnemann descrisse poi questo come la legge naturale “come sopra, così sotto” (la terza legge di Ermete Trismegisto, “Legge della corrispondenza o dell’analogia”, n.d.t.),. Hahnemann notò come i sintomi prima si manifestano e poi, se non trattati, si spostano verso gli organi vitali e alla fine verso il cervello, la parte più importante del corpo.

Il mito perpetuato da certi organismi è che l’omeopatia non è provata, cosa tutt’altro che vera. 8

Hahnemann era impopolare con gli speziali dell’epoca. Raccomandava di prescrivere un solo rimedio alla volta, in piccole dosi, per poter accedere accuratamente alle proprietà curative della medicina scelta. Questo si traduceva in meno soldi per gli speziali, che iniziarono a lamentarsi. A loro volta gli omeopati furono veloci e giustificati a criticare i pericoli e le carenze della medicina allopatica. L’omeopatia rappresentava una seria minaccia alla medicina ortodossa dell’epoca su entrambi i lati dell’Atlantico. Nel 1844 la popolarità del trattamento omeopatico in America portò alla fondazione dell’American Institute of Homeopathy, la prima società medica nazionale americana.

Nonostante l’immensa popolarità dell’omeopatia presso il pubblico e l’inconfutabile superiorità come trattamento durante le epidemie di gravi malattie, l’establishment medico sia in America che in Inghilterra continuò a fare pressione contro gli omeopati, persistendo nel mito che la medicina allopatica fosse l’unica efficace.

Nel 1895 nel Regno Unito fu fondata l’Associazione nazionale degli Erboristi medici fu. Tuttavia la pressione dell’establishment medico e la mancanza di supporto da parte del governo resero decisamente difficile agli erboristi trattare i loro pazienti senza impedimenti. Più volte si tentò di far passare leggi che proibivano i rimedi erboristici, che non erano sottoposti agli stessi sistemi di sperimentazione dei prodotti farmaceutici. Il costo di queste prove avrebbe impedito agli erboristi di continuare a praticare. Fortunatamente le proteste e la richiesta del pubblico riuscirono a proteggere gli erboristi e le leggi contro di loro furono disapplicate.

Nel frattempo nel nuovo mondo si stavano svolgendo eventi che avrebbero cambiato per sempre il volto della medicina. L’anno è il 1911, la data il 15 maggio, la Corte Suprema ordina lo scioglimento della Standard Oil Company di Rockefeller colpevole di pratiche commerciali illegali in violazione dello Sherman Antitrust Act.

Rockefeller, che non aveva alcun desiderio di sciogliere la sua organizzazione, utilizzò quindi una tattica impiegata molte volte da allora. Divenne un “filantropo”, costituendo la Fondazione Rockefeller. Pochi nel mondo sviluppato moderno non conoscono il nome e il coinvolgimento della fondazione nella medicina, ma molti meno sono consapevoli delle origini o delle ramificazioni di questo coinvolgimento.

Prima dell’ordine di scioglimento gli investitori petroliferi avevano gli occhi su una nuova impresa, potenzialmente suscettibile di ben maggiori profitti, il business degli investimenti farmaceutici. Gli scienziati dell’epoca scoprirono che dal petrolio si potevano ricavare prodotti petrolchimici, offrendo un investimento redditizio per coloro che vi avevano accesso. Ma c’era un problema: la preferenza e la fiducia accordati ad altri tipi di medicina.

John Davidson Rockefeller (1839-1937) e Andrew Carnegie (1835-1919) erano amici stretti, e spietati uomini d’affari di successo che non sopportavano la concorrenza.

Durante questo periodo l’American Medical Association aveva istituito il Consiglio per l’Educazione medica, al fine di ristrutturare l’educazione medica negli Stati Uniti ed attrarre studenti della classe alta. Si assicurarono quindi i servizi della Fondazione Carnegie per il Progresso dell’insegnamento, per aiutare i propri sforzi.

Assecondando i voleri di Carnegie, un ex insegnante di scuola di nome Abraham Flexner 10 fu incaricato di compilare uno studio sul sistema medico americano.

Il rapporto condannava tutta la concorrenza ai prodotti farmaceutici e a qualsiasi sistema che non approvasse i vaccini. Sosteneva la Johns Hopkins University come standard e annientava quasi tutti gli altri.

L’American Medical Association sostenne la proposta. Rockefeller agevolò la transizione donando enormi somme di denaro alle scuole mediche per facilitare il passaggio da sistemi multipli di medicina e cura ad un unico modello farmaceutico. Erboristi, omeopati, medici naturopati, osteopati e altri professionisti furono essenzialmente messi fuori gioco dall’oggi al domani. Con il controllo dei media, Rockefeller si assicurò una narrazione costante che screditava i terapeuti erboristici ed omeopatici grazie ad un’inesorabile opera di denigrazione.

Anche vitamine ed integratori coadiuvanti di provata efficacia furono pesantemente screditati dalle stesse fonti durante la prima parte del 20° secolo. Molto semplicemente, rappresentavano una minaccia troppo grande per il modello di business.

Nel 1918 l’influenza spagnola fornì un’ulteriore opportunità per continuare la caccia alle streghe sui praticanti della medicina naturale, usando l’epidemia come occasione per insistere sulla necessità che tutte le medicine da prescrizione fossero brevettate. Diversi autori che hanno studiato l’evento storico sono giunti alla conclusione che la cosiddetta ‘influenza’ ebbe origine nelle caserme dell’esercito americano a Fort Riley, Kansas e si crede che sia stata causata da un esperimento di vaccinazione condotto dal Rockerfeller Institute for Medical Research tra gennaio e giugno dello stesso anno. 10

I trattamenti perniciosi e impropri somministrati dai medici dell’epoca aumentarono ulteriormente il numero dei morti. Al tempo dell’epidemia i virus erano ignoti alla scienza, non essendo stati riconosciuti fino al 1933. A quel punto si affermò che il virus dell’influenza doveva essere responsabile delle morti registrate tra il 1918 e il 1920. 11 L’evento è oggi utilizzato dai media per sostenere un confronto e supportare ulteriormente l’attuale campagna di paura che bombarda la coscienza pubblica in relazione a un altro virus. Il libro di Elenor McBean, “Vaccination Condemned” può essere interessante per coloro che desiderano approfondire le origini alternative dell’epidemia del 1918.

Un rapporto dell’Istituto Nazionale Americano di Allergologia e Malattie Infettive, pubblicato il 19 agosto 2008, dichiarava:

“I risultati batteriologici e istopatologici delle serie di autopsie pubblicate hanno chiaramente e costantemente implicato, nella maggior parte delle vittime dell’influenza, una polmonite batterica secondaria causata da comuni batteri del tratto respiratorio superiore. Le persone furono uccise da batteri comuni che si trovano nel tratto respiratorio superiore. I 20-40 milioni di morti in tutto il mondo causati dalla grande pandemia influenzale del 1918 NON erano affatto dovuti all’influenza o a un virus, ma bensì alla polmonite causata da una massiccia infezione batterica”12

Mentre Rockerfeller e Carnegie erano impegnati a perseguire il loro sogno americano, dall’altra parte dell’oceano, I.G Farben, Bayer, BASF e Hoechst guidavano la carica nel settore farmaceutico, testando vaccini, farmaci e sostanze chimiche nei campi di concentramento nazisti. I dirigenti furono infine processati a Norimberga per crimini di guerra. Il procuratore capo Telford Taylor si espresse in questi termini: “Senza I.G. Farben, la seconda guerra mondiale non sarebbe stata possibile“. Di fatto, molti dei dirigenti se la cavarono con poco. Fritz Ter Meer scontò solo sette anni di prigione per i crimini commessi ad Auschwitz. Nel 1956 era presidente del consiglio di amministrazione della Bayer, la più grande azienda farmaceutica tedesca. 13

A questo punto è di fondamentale importanza menzionare che la versione dell’aspirina brevettata dalla Bayer fu riconosciuta come la colpevole di molte morti attribuite all’influenza spagnola. Il dosaggio prescritto dai medici dell’epoca è oggi noto per essere altamente tossico. Nel 1917 la Bayer aveva perso il brevetto sull’aspirina; durante l’epidemia del 1918 pubblicizzarono pesantemente la loro versione del farmaco.

La ricerca della dottoressa Karen Starko, pubblicata nel 2009, riportava:

“La pubblicità dell’aspirina nell’agosto 1918 e una serie di raccomandazioni ufficiali per l’aspirina in settembre e all’inizio di ottobre precedettero immediatamente il picco di morte dell’ottobre 1918. Il numero di morti negli Stati Uniti aumentò vertiginosamente, raggiungendo il picco prima nella Marina alla fine di settembre, poi nell’Esercito all’inizio di ottobre e infine nella popolazione generale alla fine di ottobre”14

Per contro, la dottoressa Starko ha confermato che durante l’epidemia vi furono pochissime perdite di vite tra i pazienti curati dai medici omeopatici.

Nel 2012 la Bayer fu costretta a patteggiare in più di 500 casi con una somma di circa 110 milioni [di dollari] a causa delle morti provocate dalla pillola contraccettiva Yasmine o Yaz. Il 1° agosto 2012 Bloomberg riferiva che la Bayer aveva pagato più di 402,6 milioni di dollari in risarcimenti alle persone danneggiate dal loro contraccettivo. 1515a

Nel 2017, anche se alcuni casi venivano ingiustamente respinti, la Bayer ha offerto di risolvere circa 4.600 casi dopo che molte donne che utilizzavano la spirale Mirena IUD avevano subito perforazioni degli organi, gravidanze ectopiche, prolassi dell’utero, aumenti di pressione intracranica e una notevole diminuzione della qualità della vita. 16

Non posso fare a meno di trovare estremamente sgradevole il fatto che la stessa azienda il cui nome è associato ad orribili esperimenti sul sistema riproduttivo femminile ad Auschwitz sia ancora oggi incaricata di fornire dannosi prodotti di controllo delle nascite.

Nel 2020 la Bayer si è fusa con la Monsanto, costituendo un conflitto di interessi così enorme che le parole non riescono a renderlo pienamente. L’azienda controlla ora il 25% del mercato mondiale dei semi e dei pesticidi. Per coloro che non lo sanno, Monsanto produceva il famigerato “agente arancio”. Spruzzato sul Vietnam dalle forze militari americane durante la guerra, l’agente arancio, un defoliante, era destinato a trasformare il Vietnam in un deserto. Anomalie fetali, deformità degli arti e cancro causati dall’esposizione all’agente arancio rimangono un problema di salute significativo ancor oggi. Gli effetti nocivi sono ancora sentiti dai soldati americani che sono stati esposti alla diossina [il principio attivo dell’agente arancio] che hanno combattuto per molti anni senza successo per ricevere un risarcimento. 1718

Nel 1974 la Monsanto sviluppò il RoundUp, contenente glifosato. Più di 100.000 casi giudiziari hanno collegato il Roundup al cancro, più precisamente al linfoma non-Hodgkin. All’atto dell’acquisto della Monsanto, la Bayer ha ripetutamente affermato che il RoundUp era sicuro. Nel 2020 sono stati costretti a patteggiare cause per un valore di 10 miliardi di dollari. 19

La Monsanto è ben nota per il suo ruolo nel campo degli OGM e per aver creato devastanti cicli di dipendenza per gli agricoltori. Coloro che desiderano capirne di più su questo argomento farebbero bene ad esaminare i lavori dell’attivista ambientale e sostenitrice della sovranità alimentare, Vandana Shiva.

Appare quindi evidente come le sostanze chimiche tossiche utilizzate in guerra per uccidere non siano rimaste confinate nella storia, ma sono state semplicemente reindirizzate e distribuite attraverso la catena alimentare. Il movimento biologico mondiale sta facendo pressione, ma il danno già fatto alla catena alimentare, al suolo del pianeta, alla biodiversità e alla nostra salute a questo punto è sicuramente incalcolabile.

Ippocrate una volta disse: “Lascia che il cibo sia la tua medicina“.

Ma qual è il valore medicinale del cibo creato in laboratorio, privo di nutrimento e anima, rivestito di sostanze chimiche?

Quanto è salutare il cibo che arriva in una scatola o in un barattolo con un elenco di ingredienti che la stragrande maggioranza del pubblico non si ferma nemmeno a leggere perché presume che se è in vendita deve essere sicuro?

Questa illusione è stata chiaramente estesa alla medicina prescritta al di fuori della varietà commestibile.

Mentre la medicina naturale ha resistito alla prova del tempo, il vero, illimitato potere che possiede per facilitare la nostra capacità naturale di guarire rimane in gran parte nascosto al pubblico.

Le realizzazioni di grandi uomini e donne nel campo della guarigione sono omesse dai libri di storia raccomandati dall’educazione convenzionale. Il vasto elenco di cure preventive e naturali è oscurato dalla loro “scienza”.

Mentre, quando si tratta di medicina, l’obliterazione della concorrenza nell’assistenza sanitaria può non essere assoluta, i poteri che esistono sono stati estremamente efficaci nel monopolizzare la scienza, la politica di governo e la percezione pubblica.

Negli ultimi cento anni siamo stati lentamente condizionati a credere che i sistemi naturali di medicina siano ‘alternativi’ o inferiori. Ci è stato detto che le prove scientifiche per verificare la loro efficacia non sono disponibili o sono insufficienti.

Ma è davvero così?

Gli studi che rivelano le proprietà curative dei rimedi naturali esistono e sono tantissimi. Lo spazio non mi permetterebbe nemmeno di provare a elencare esempi dei migliori. Ma con un po’ di ricerca qualsiasi mente curiosa e incline sarà ricompensata. La maggior parte delle medicine sviluppate nell’ultimo secolo proviene da fonti naturali e, se rese disponibili nella loro forma naturale o omeopatica, sarebbero relativamente meno costose (per il sistema/stato) e spesso meno tossiche per il per l’organismo.

Ma l’assistenza sanitaria non è un affare filantropico, nonostante quello che possono dire i miliardari. La medicina è un affare, un grande affare.

L’industria farmaceutica è una delle più redditizie sulla terra. Negli Stati Uniti un ciclo di chemioterapia può avere un costo variabile da 10.000 a 200.000 dollari. La vitamina C o la curcuma, entrambi potenti rimedi antitumorali, non genererebbero neanche lontanamente questo tipo di profitto per i cartelli farmaceutici.

Le guarigioni rapide e complete sono di scarso interesse quando si tratta del modello farmaceutico. Un paziente curato è un cliente perso.

Dopo il cancro e le malattie cardiache, i farmaci allopatici sono la terza causa di morte negli Stati Uniti, il che suggerirebbe fortemente che il singolare sistema di medicina allopatica che ha rivendicato la preminenza su tutti gli altri sia invece molto meno efficace di quanto vorrebbero farci credere.

Le alternative alla shibboleth farmaceutica semplicemente non vengono insegnate a coloro che cercano un’educazione formale come medico.

Nel documento “Is Academic medicine for sale?” la dottoressa Marcia Angell, ex redattrice del New England Journal of Medicine, esprimeva la propria preoccupazione:

“Quando i confini tra l’industria e la medicina accademica diventano confusi come lo sono ora, gli obiettivi commerciali dell’industria influenzano la missione delle scuole di medicina in molteplici modi”. 20

“Semplicemente non è più possibile credere a molte delle ricerche cliniche che vengono pubblicate, o affidarsi al giudizio di medici fidati o a linee guida mediche autorevoli. Non provo alcun piacere in questa conclusione, che ho raggiunto lentamente e a malincuore durante i miei due decenni come redattrice del New England Journal of Medicine”.

Nel marzo del 2004, Richard Horton, editore di The Lancet, scriveva:

“Le riviste si sono trasformate in operazioni di riciclaggio di informazioni per l’industria farmaceutica. Per un’azienda farmaceutica, una sperimentazione favorevole vale migliaia di pagine di pubblicità, ed è per questo che a volte spende più di un milione di dollari per ristampare tale sperimentazione per la distribuzione mondiale”. 21

Horton esprimeva la sua preoccupazione per la tendenza dei lettori a considerare gli studi clinici, pubblicati nelle riviste mediche, come prove evidenti ed incontestabili invece che pubblicità mascherata da scienza.

Si stima che tra il 97-99% delle entrate delle riviste mediche provenga dalla pubblicità farmaceutica. 22

Nel suo libro “On The Take: How Medicine’s Complicity with Big Business Can Endanger Your Health”, il dottor Jerome Kassier, un altro editore del New England Journal of Medicine affermava che: “L’industria [farmaceutica] ha deviato la bussola morale di molti medici”.

Si stima che quasi la metà dei docenti di scuole mediche che partecipano alle commissioni di revisione istituzionale per consigliare la ricerca sui test clinici, siano anche consulenti dell’industria farmaceutica.

Ma se questa medicina fosse un così grande successo, allora sicuramente questo non sarebbe un problema. Chiaramente non è un successo. Dopo aver esaminato i fatti non penso di poter decisamente affermare che la medicina farmaceutica si è dimostrata la più grande inadeguatezza del nostro tempo.

Non c’è bisogno di sforzarsi per trovare le prove che molti dei nostri principali consulenti scientifici, degli organi di consulenza sanitaria e persino dei politici hanno legami diretti con l’industria farmaceutica. È un conflitto d’interessi non più sostenibile.

Secondo il Johns Hopkins circa 250.000 americani muoiono ogni anno a causa di errori medici. Un articolo pubblicato nel Journal of Patient Safety nel 2003 suggeriva che ben 400.000 morti premature all’anno erano associate a danni evitabili ai pazienti. A causa di cartelle cliniche incomplete e sistemi di segnalazione imprecisi, questa cifra potrebbe essere ritenuta ancora conservativa. La conclusione è un’epidemia di danni ai pazienti negli ospedali. 23

Il documento di riferimento “Death by Medicine”, scritto nel 2003 da Gary Null, PhD; Carolyn Dean MD, ND; Martin Feldman, MD; Debora Rasio, MD; e Dorothy Smith, PhD, rivela alcune statistiche mozzafiato che fanno luce su un sistema fallimentare. Antibiotici non necessari vengono prescritti più di 20 milioni di volte all’anno, procedure mediche ed interventi chirurgici non necessari più di 7,5 milioni di volte all’anno, ospedalizzazione non necessaria più di 8,9 milioni di volte all’anno mentre la medicina convenzionale è stata responsabile della perdita media di 783.936 vite all’anno solo negli Stati Uniti. Per attualizzare queste cifre e calcolare un tasso di mortalità globale si deve procedere per estrapolazione.

Il fatto è che si stima che vengano riportati solo dall’1 al 20% delle reazioni ai farmaci o altri errori medici e solo l’1% delle reazioni ai vaccini. I medici sono semplicemente impreparati ad affrontare gli errori medici e le reazioni ai farmaci. I risultati sono a volte indistinguibili dalla malattia. In altre occasioni, come ha sottolineato il Dr. Lucian Leape, presidente del Lucian Leape Institute presso la National Patient Safety Foundation, gli errori non vengono denunciati per proteggere il personale, salvaguardare la reputazione o per paura di rappresaglie, comprese azioni legali.

La medicina moderna può attribuirsi il merito, a torto o a ragione, di aver aumentato la durata della vita, ma non può negare che la nostra salute sia in declino. La loro medicina si è dimostrata troppo incompetente, troppo politicizzata e non imparziale per essere utile durante una crisi sanitaria.

Crisi a parte, tornando al, o potrei dire divagando sul modus operandi standard, Cancer Research UK ora sostiene che una persona su due nata nel Regno Unito svilupperà il cancro nel corso della propria vita. 24

I nostri bambini hanno tassi di cancro, disturbi autoimmuni, autismo e disturbi dello sviluppo più alti che mai. Stiamo vivendo epidemie di diabete, malattie cardiache e mentali in proporzioni mai viste prima nel mondo sviluppato.

Siamo costretti e in alcuni luoghi obbligati a iniettare ai bambini e ai giovani più di 50 vaccini prima che raggiungano i 18 anni d’età. Non sono mai stati condotti e presentati al pubblico studi sulla salute a lungo termine che confermino l’efficacia, men che meno la sicurezza o l’azione accumulata di questi vaccini sull’organismo. Quello che sappiamo è che i produttori sono autorizzati a commercializzare i vaccini nella più completa impunità. I governi di tutto il mondo hanno collettivamente versato miliardi in risarcimenti alle famiglie di coloro che hanno sviluppato patologie o sono morti a causa delle vaccinazioni.

Per tutti i miliardi donati alla ricerca sul cancro, non abbiamo visto praticamente alcun progresso nel trattamento del cancro a livello globale utilizzando la medicina convenzionale. Gli scienziati hanno scoperto che la chemioterapia può aumentare la potenzialità del cancro di adattarsi e prosperare all’interno [dell’organismo] del paziente, il che ci porta a chiederci perché questo trattamento distruttivo e debilitante, senza successo nella maggior parte dei casi, continui ad essere la prima scelta nella cura dei pazienti in tutto il mondo. 25

Nel frattempo, le prove a sostegno di trattamenti meno aggressivi, tra cui la vitamina C per via endovenosa e la curcumina, continuano ad essere soppresse. 2627

In effetti si è scoperto che i pazienti che rimangono non trattati vivono più a lungo di quelli che vengono sottoposti ad un trattamento “ortodosso”. 28

Il quotidiano The Guardian ha riportato che nei tre mesi precedenti settembre 2020 più di 6 milioni di persone nel Regno Unito aveva ricevuto prescrizioni per antidepressivi. 29

Mentre le restrizioni governative imposte al pubblico possono giustificare il non aver prescritto terapie basate sul dialogo [medico/paziente], queste cifre elevate non sono una novità. Nel 2018 un articolo pubblicato dal British Medical Journal ha riportato che in quell’anno sono stati rilasciati 70,9 milioni di prescrizioni per antidepressivi, rispetto ai soli 36 milioni del 2008. 30 Tra il 1999 e il 2014 il consumo di antidepressivi negli Stati Uniti è aumentato di un iperbolico 65%. Il Center for Disease Control and Prevention degli Stati Uniti ha esaminato 2,4 miliardi di farmaci prescritti nelle visite presso medici e ospedali nel 2005. 118 milioni erano per antidepressivi. 31 Eppure, nonostante tutto questo, la salute mentale del pubblico è in declino, chiaramente non aiutata dall’approccio farmacologico.

La causa principale delle nostre malattie non viene affrontata. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha comunicato che, nei paesi ad alto reddito, il suicidio è ora la seconda causa di morte tra i giovani: uno ogni 40 secondi. 32

Si stima che una persona su dieci nel Regno Unito oltre i 65 anni soffra di malnutrizione. Il 50% di tutti i pazienti ricoverati in ospedale da case di cura nel Regno Unito soffre di malnutrizione. Negli Stati Uniti si stima che una persona su venti oltre i 65 anni soffra di malnutrizione. 33

Secondo il Journal of Parenteral and Enteral Nutrition il costo di ciò sulla società americana ammonta a 157 miliardi di dollari all’anno. 34

Conosciamo tutti il problema della resistenza agli antibiotici causata proprio dall’uso eccessivo di antibiotici, eppure i medici dei paesi sviluppati continuano a prescriverli in modo improprio per trattare infezioni virali che non rispondono a tale trattamento. Nel 2019 il Center for Disease Control and Prevention ha aggiornato le proprie statistiche ufficiali precedenti per rivelare che ogni anno 2,8 milioni di americani acquisiscono infezioni resistenti agli antibiotici, e più di 35.000 persone muoiono a causa di esse. Alcuni stimano che la cifra reale sia molto più alta. 35

I contraccettivi orali sono noti per aumentare il rischio di trombo-embolia venosa nelle giovani donne. 36

Il CDC ha confermato che nel 2012 il numero totale di prescrizioni di oppioidi emesse ha raggiunto il picco a oltre 255 milioni, con un tasso di erogazione di 81,3 prescrizioni per 100 persone. Per quanto possa essere diminuita, nel 2019 quella cifra si attestava a 153.260.450 prescrizioni di oppioidi dispensate al popolo americano. 37

 

Nel 2019 quasi 50.000 persone negli Stati Uniti sono morte per overdose da oppioidi. 38

Errori chirurgici, interventi chirurgici non necessari, radiografie, prescrizioni a vita, antidepressivi, antibiotici prescritti in eccesso o in modo errato, trattamenti con farmaci tossici, contraccettivi dannosi e prevenzioni mediche indeterminabili sono il microcosmo del sistema inutile, poco redditizio e carente che osiamo chiamare sanità.

Mentre i professionisti della salute che favoriscono le prescrizioni e non riescono ad affrontare la causa della cattiva salute, semplicemente non ottengono il risultato.

La soppressione immediata dei sintomi indotta da certi farmaci non può più prevalere sul sostegno della nostra immunità innata e sulla guarigione finale.

I fallimenti e gli effetti collaterali dei farmaci favoriti da questo sistema corrotto e criminale non possono più essere ignorati.

I professionisti della medicina olistica trattano l’individuo come un tutto unico e comprendono l’impatto della dieta, dell’esercizio fisico, delle tossine ambientali, dello stile di vita e dello stress sulla salute e sul sistema immunitario. Ne consegue che non è più possibile considerare come alternativi i metodi e le modalità che contribuiscono alla salute. L’efficacia dei loro rimedi è stata dimostrata nel corso di migliaia di anni e la scienza che può verificarla, anche se costantemente soppressa, esiste per essere trovata da coloro che la cercano.

Eppure è chiaro che abbiamo raggiunto una fase in cui l’infiltrazione delle “cupole” farmaceutiche nella coscienza pubblica, per molti è diventata indifendibile. La loro influenza si estende oltre le riviste mediche fino agli schermi televisivi ed alle prime pagine dei giornali di tutto il mondo.


Patients over pharma, ha pubblicato informazioni sul “lobbying” che rivelano come durante il primo trimestre del 2020, le principali aziende farmaceutiche e i loro gruppi commerciali abbiano sborsato oltre 47,7 milioni di dollari. 39

A quale scopo?

I nostri notiziari ed i nostri media sono infiltrati quotidianamente da queste stesse aziende. Ciò che pensiamo sia una notizia è spesso poco più che pubblicità.

Nel 2009 la GlaxoSmithKline è stata multata di 3 miliardi di dollari per patteggiare le responsabilità civili e penali relative ai suoi farmaci dopo aver omesso di riportare i dati sulla sicurezza.

Nel 2009 la Pfizer è stata multata di 2,3 miliardi di dollari dopo essere stata sorpresa in pratiche di marketing illegali. All’epoca è stato il più grande patteggiamento sanitario e la più grande multa penale mai imposta negli Stati Uniti.

Nel 2010 AstraZeneca è stata costretta a pagare 520 milioni di dollari di multa dal governo federale dopo essere stata scoperta a commercializzare illegalmente il farmaco Seroquel.

Nel 2011 la Merck si è dichiarata colpevole di accuse penali ed è stata multata per 950 milioni di dollari per la sua parte nella commercializzazione dell’antidolorifico Vioxx.

Nel 2013 Johnson & Johnson ha accettato di pagare una multa di 2,2 miliardi di dollari per risolvere le accuse penali e civili relative ai farmaci da prescrizione Risperdal, Invega e Natrecor. Il governo ha sostenuto che J&J ha promosso questi farmaci per usi non approvati dalla FDA, destinandoli a pazienti anziani affetti da demenza nelle case di cura, e che ha pagato tangenti ai medici. 40

Crimini  e multe rappresentano solo un altro giorno di lavoro per Big Pharma. Anche le multe colossali non riescono a intaccare i profitti che accumulano ogni anno. Alla fine del 2019 il mercato farmaceutico globale è stato valutato a 1,25 trilioni di dollari. 41

 

E mentre Big Pharma si arricchisce, noi ci ammaliamo di più. Ma non preoccupatevi gente, hanno pillole per tutte le malattie e sono pronti a fornirle. La domanda è: siete disposti a mandarle giù?

Oggi viviamo in un’epoca in cui Big Pharma non ha nemmeno bisogno di preoccuparsi di completare i corretti studi clinici prima buttare sul mercato la propria particolare marca di veleno per il pubblico e raccogliere frutti dei suoi disonesti guadagni. I produttori dei vaccini Sars-Cov-2, approvati da funzionari governativi, sono stati autorizzati a somministrare impunemente i loro prodotti a un pubblico troppo fiducioso. Ci viene detto di arrotolarci la manica e di pensare alla nostra comunità e ai nostri cari.

Molti, incapaci di comprendere la propria inconsapevole partecipazione a questa sperimentazione clinica e senza un presidente che si opponga a tutto ciò, si preparano ad affrontare il loro destino. L’efficacia del prodotto è SCONOSCIUTA. La sicurezza del prodotto è SCONOSCIUTA. Gli effetti collaterali a breve termine aumentano di numero ogni giorno che passa e quelli a lungo termine devono ancora essere scoperti. Mentre i criminali che incoraggiano la partecipazione al più grande esperimento umano mai tentato, minacciando di cancellare le libertà intrinseche, il diritto a guadagnarsi da vivere o all’istruzione se non si forma una coda ordinata di cavie pubbliche. Come piano d’affari è impressionante; per un essere umano, fin troppo consapevole della lunga lista di crimini perpetrati dalle aziende coinvolte, è a dir poco orribile.

Di questi tempi la nostra salute è presumibilmente una questione politica. I leader che abbiamo eletti ed i soliti sospetti ci suggeriscono di smettere di cercare di vivere, di allontanarci dai nostri cari, di annullare le celebrazioni e gli eventi culturali, di chiudere le nostre attività, e di nasconderci in casa nel caso in cui ci ammalassimo.

Queste azioni perpetuano una completa mancanza di rispetto per la salute e la vita stessa.

Una mancanza di rispetto e di comprensione che esiste nel regno farmaceutico da molto tempo e che oggi sta raggiungendo l’apice.

Chiaramente, la salute non può essere soltanto l’assenza della malattia.

La salute è uno stato in cui le nostre condizioni fisiche, mentali, nutrizionali, ambientali e spirituali prosperano. Scartare l’intero spettro della salute quando si cerca di porre rimedio alla malattia significa garantire il fallimento.

Il dizionario Merriam-Webster descrive la medicina come la scienza e l’arte che si occupa di mantenere la salute e prevenire, alleviare o curare le malattie.

Mentre i componenti dei rimedi naturali sono stati isolati e utilizzati da Big Pharma, la velocità con cui questi principi vengono isolati ed accoppiati con i componenti tossici nei vaccini e nei farmaci, è spesso niente meno che un assalto al sistema immunitario.

Pur sostenendo di averci provato, il modello farmacologico non è riuscito ad eliminare le malattie. In effetti, se la storia ci ha insegnato qualcosa, non è evidente che i prodotti farmaceutici stanno introducendo la malattia nell’organismo o estendendo la durata della cattiva salute al fine di creare clienti a vita?

È rimasta qualche persona informata sulla terra che possa onestamente dire di credere che l’obiettivo delle compagnie farmaceutiche sia quello della nostra salute?

Abbiamo a disposizione opzioni reali e non così alternative.

Viviamo nella grande era dell’informazione. Ma per utilizzarla dobbiamo essere sicuri della provenienza di quell’informazione e del fine per cui viene fornita.

Nonostante quelli che hanno un interesse acquisito a sostenere i prodotti farmaceutici, addirittura con la forza bruta, altri sistemi medicinali sono sopravvissuti, in gran parte grazie alla domanda pubblica.

I rimedi erboristici sono la prima scelta di trattamento per milioni di persone in tutto il mondo.

La medicina ayurvedica e quella cinese hanno guadagnato popolarità in Occidente.

I milioni di pazienti che scelgono l’omeopatia come prima linea di difesa nel trattamento di malattie sia acute che croniche possono avere torto?

I sistemi di medicina olistica non sostengono le prescrizioni a vita, il mascheramento dei sintomi o il trattamento di parti separate del corpo come se agissero in modo solitario. Il trattamento olistico non segue il modello a taglia unica favorito da Big Pharma, ma tratta invece l’intera persona, prendendo in considerazione le circostanze individuali.

La guarigione quantistica prevede inoltre la possibilità di un’esistenza senza farmaci.

I terapeuti che comprendono veramente la natura della malattia sanno che il paziente stesso possiede già gli strumenti necessari per guarire. I rimedi della natura o le modalità olistiche della medicina possono solo facilitare il processo di guarigione rimuovendo ciò che impedisce al paziente di guarire.

Un sistema immunitario sano lavora in armonia con il resto del corpo per mantenere uno stato di benessere. La nostra condizione più naturale.

Aiutare il funzionamento di un sistema immunitario sano dovrebbe essere una priorità quando consideriamo sia la salute generale che il trattamento delle malattie. Consideriamo regolarmente la nutrizione e lo stile di vita, ma spesso trascuriamo la connessione mente-corpo quando cerchiamo di capire la funzione del sistema immunitario. Eppure la maggior parte di noi è consapevole che lo stress ci rende suscettibili alle malattie. Disturbi alla mente, emozioni e inquinamento elettromagnetico possono innescare malattie, irregolarità nel campo energetico del corpo e scarsa risposta immunitaria.

Molto prima dell’introduzione della medicina moderna, i guaritori incoraggiavano la comprensione della capacità di una persona di correggere la propria salute prendendo il controllo della propria mente e delle proprie emozioni.

Oggi siamo incoraggiati a vivere nella paura della malattia in ogni momento. Ci viene detto di indossare maschere quando usciamo in pubblico, di igienizzare costantemente i nostri corpi e l’ambiente, di sottoporci spesso a test per una malattia che ovviamente non abbiamo e di evitare il contatto umano, anche quando siamo completamente sani. I rappresentanti da noi eletti ci dicono che questa è la “nuova normalità”, almeno fino a quando la maggioranza della popolazione non si sarà sottoposta al vaccino più recente. Come si può, con qualsiasi sforzo di immaginazione, descrivere questo comportamento come normale?

L’abbandono e il degrado sistematico della nostra salute sono stati accertati da tempo. Il risultato è il modo in cui la nostra salute o la sua mancanza è stata manipolata e usata come arma contro di noi oggi. Questo non è normale. Questo comportamento rappresenta di per sé un tipo di malattia. Un tipo di malattia di cui soffriamo come un tutto quando dimentichiamo che il corpo ha una propensione alla salute, che è lo stato normale. Il più delle volte aiutare la propria immunità portando il corpo, la mente e lo spirito in equilibrio è la migliore azione che possiamo fare per mantenere la salute. Non c’è profitto in questo. Chiamatemi all’antica se volete, ma io credo che la salute sia ricchezza.

Come disse una volta Ippocrate: “La più grande medicina di tutte è insegnare alla gente come non averne bisogno“.




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